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Mjaddarh مجدرة, oltre Padova, è piaciuta anche a Oslo

E' uno dei miei piatti preferiti della cucina palestinese e da quando vivo a Padova è diventato il piatto preferito di Marianita, e piaciuto anche a Ingrid la mia amica norvegese quando l'ho fatto a casa sua a Oslo un anno fa, le è piaciuto al punto di rifarlo da sola seguendo la mia ricetta. è bello vedere i propri piatti apprezzati e piaciuti, soprattutto perché la mjaddarah in Palestina viene considerata una pietanza da poveri come tutte le cose a base di lenticchie, essa non si offre in un banchetto o agli ospiti perché non ha carne e non costa tanto farla la gente si vergogna ad offrirla, teme di essere considerata tirchia. Questo secondo la cultura in Palestina in questo periodo, ma siccome le cose mutano la mjaddarah potrebbe diventare una signora pietanza un giorno, perché dal punto di vista nutrizionale è completo. Per farla servono: 200 g di lenticchie prefebilmente di agricoltura biologica e si trovano anche nelle botteghe del mercato equo e solidale o in qual...

Il pranzo era italiano ma la cena era palestinese..

Dopo aver passato una mitica metà giornata al Sasso, ci siamo mosse verso il Torrone; la casa dove abita Delia e si chiama così perché ha la forma di un torrone, proseguendo nella storica macchina di Delia abbiamo deviato verso un supermercato a comprare gli ingredienti per fare cibo palestinese, visto che ci sono in visita a casa sua, Delia ne ha approfittato e mi ha chiesto di cucinare, e più che volentieri io ho detto di sì. Lei che ha vissuto in Palestina conosce il gusto delle pietanze, voleva tante cose ma alla fine abbiamo scelto due cose, lunghi da fare, veloci da mangiare e potrebbero essere conservati per mesi nel congelatore se riesci ad impedire di fargli mangiare subito per quanto sono buoni e sono: I triangolini di spinaci e la sfiha La Sfiha (singolare e plurale) non è altro che pasta con carne,  prima vista sembrano delle pizzette, ma non sono. Come si fa? Si fa un'impasto di farina, acqua, lievito, olio d'oliva, sale e zucchero, si lascia a ...

Al Sasso in Umbria, la prova della ricotta prima di andare in Palestina

Parlare del cacio e della ricotta in questa casa palestinese non altro che è un piacere; la voglia di portare quei due nella casa palestinese e soprattutto la ricotta, parte dall'esigenza di dimostrare ai pastori palestinesi che il siero del latte si utilizza e non viene buttato. In una visita a Orvieto dalla mia cara amica Delia siamo andate al Sasso a comprare la ricotta da Danilo, il pastore con la risata molto gioiosa, quando siamo arrivate aveva appena fatto la ricotta e inattesa che si asciughi un poco abbiamo accompagnato Danilo ad pascolo e parlando si è aperto il discorso della Palestina e dei formaggi in Palestina. Mentre in Italia si può parlare un'infinità di varietà e qualità dei formaggi, in Palestina bastano due ore perché culturalmente il formaggio non viene apprezzato come ho visto in Italia durante i miei viaggi enogastronomici, per cui l'idea di importare alcun tecniche in Palestina viaggiava nella mia testa da anni e ha sorpreso anche che Delia co...

Pane vecchio e spinaci

Quanto è piacevole e bello il ritorno a Padova, soprattutto nella casa in via F.Redi, la calda e l'accogliente dove posso dare la via libera alla mia fantasia nella cucina e mi fa piacere stare a tavola con la mia famiglia ospite a condividere con loro con loro i miei piatti semplici ma deliziosi, in poche parole a volte sono costretti ad essere cavie per i miei piatti. Sabato del 10 dicembre la mia cena per le amiche era italo-palestinese, qui ho scelto di raccontare questo piatto perché è piaciuto anche a Elisa anche se non le piace lo yogurt, A Viorica la mia cara amica moldava che ha conosciuto gli spinaci solo in Italia, Brunetta però apprezza sempre il mio cibo e sempre se lo cose piacciono alla nonna sono salva. Come ho fatto???? Ho cominciato con  i crostini di pane tagliandolo a quadretti poi l'ho messo in forno fiche è diventato bello dorato, poi l'ho messo nel piatto da servire, nel frattempo ho messo gli spinaci freschi e biologici in una pentola con un...

I miei triangolini palestinesi sono al 100% hebronesi

Hebronesi; perché sono gialli per l'aggiunta della curcuma nell'impasto, credo che i hebronesi sono gli unici a mettere la curcuma nell'impasto di questi triangolini, è difficile trovare anche un impasto bianco per i panzerotto o per il pane speciale nelle feste, a Hebron ho visto perfino la pizza con l'impasto giallo. Io, anche se vivo in Italia da più di sette anni, non ho perso questa abitudine, ecco come si vede nella foto, sono gialli.                     Il ripieno è composto da spinaci e cipolline possibilmente BIO, olio d'oliva, succo di limone (di solito si mette un tipo di spezie chiamato summaco che dà un gusto aspro e qui l'ho sostituito col limone perché non ce l'ho), sale e cumino.  Dopo aver lavato gli spinaci molto bene, gli ho tagliati fine, poi ho tagliato la cipolla fine, in fine ho aggiunto l'olio, il sale e il cumino.                     ...

Un momento per la convivialità e il cibo..

Questo è quello che è rimasto (vedi foto sotto) del mio piatto gustoso chiamato maqlubeh, ma'lubeh, che significa in italiano la rovesciata perché quando si serve la pentola viene capovolta sul piatto. Un giorno che io e la mia coinquilina finiamo il lavoro nel più o meno lo stesso orario, non sempre ma a volte è un gran gioia, perché così potremmo avere il tempo per fare da mangiare, stare a tavola e mangiare in santa pace  e soprattutto rimanere tutto il tempo che vogliamo. La mia proposta era un piatto dalle mie parti, le è detto che è buono, che piace a tutti i miei amici, e se non le piace nel piccolo centro di Samarate ci sono 3 pizzerie. Per fare il maqlubeh , ho tirato fuori la carne che era nel congelatore da un mese, non avevamo mai il tempo per cucinarla, 3 melanzane BIO che avevo comprato da Celestino l'ultima volta che sono andata a Padova, quindi 2 settimane fa, riso, una carota, curcuma comprata al negozio equo e solidale di Samarate, sale, pepe, una f...

Sapore della terra....

Oggi 4 settembre 2011, mi sono preparata una frittata con la portulaca; un'erba spontanea che avevo raccolto nel cortile di casa mia a Samarate l'altro giorno. (vedi le foto sotto) Le regole assurde nel condominio dove abito fortunatamente non hanno impedito questa pianta a nascere ed a crescere... Io perché amo la terra e quello che mi offre l'ho raccolta avendo addosso gli occhi dei vicini, non importa a cosa hanno pensato, alla fine era buona la mia frittata e l'ho mangiata con molto appetito facendo viaggiare la mia mente nei ricordi lontani e vicini sia in Palestina che in Italia. Cari amici, Quando troverete questa pianta, raccoglietela e chiedete a me le ricette per cucinarla, ma potete mangiarla anche cruda. Cerchiamo di rafforzare il rapporto con la terra, amiamola e mangiamo sano!!!!!!! Fide' Samarate

A me piace cucinare, ma con Miriam mi piace di più

                                             Involtini con foglie di lingua di vacca.                                                                Waraq lsan La natura con il suo verde e l'aria pulita della montagna, quando sei lì, ti invitano a camminare, lusinga gli occhi guardando i fiori e le erbe che riempiono i prati. Due o tre anni fa mentre passeggiavo nei prati a Lavarone in Trentino ho trovato delle foglie che mi sembravano famigliari. Sì, erano quelle che chiamiamo in arabo waraq lsan , e in italiano foglie di lingua di vacca ; (tradotto letteralmente come in arabo), allora le ho raccolte e le avevo fatte come si fanno in Palestina; cioè come involtini ed erano piaciuti alla famiglia ch...

Finalmente Atayef

Come fare l' atayef ??? NON E' molto facile..... 1. Prendete 1/2 bicchiere di farina bianca, 1/2 bicchiere di semola di grano duro, 2 bicchieri di farina di semola di grano dura, più o meno un 1/4 di bicchiere di latte, da 2 a 3 bicchieri d'acqua, quasi 10 grammi di lievito di birra, un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale. 2. Mescolate tutto assieme fino ad avere un pastella e lasciate lievitare per 30 minuti, se avete una nipotina simpatica come la mia coinvolgetela nel lavoro. (come vedete nelle foto).                                                Miriam che fa la pastella. 3. mettete una padella antiaderente sul fuoco e quando è calda con un piccolo mestolo versate la pastella come vedete nella foto della mia nipotina sotto, e dopo circa 1 minuto toglietela, si cuoce solo da una parte.            ...

Ramadan fin'ora è senza Atayef .

                                                       Ramadan e l'atayef L'Atayef,  (  panzerotti fatti con pasta di grano duro e ripieni di formaggio dolce, noci o panna cotta, vengono fritti o cotti al forno)  è il dolce tipico legato al mese del digiuno, il  Ramadan , soprattutto a Hebron,  . D al primo sino all'ultimo giorno del Ramadan l' Atayef non manca quasi mai nelle loro case, dopo aver rotto il digiuno con acqua, datteri, vari succhi e mangiato uno dei piatti tradizionali, viene servito l' Atayef con il miele e il caffè sada ( caffè speziato e senza zucchero), alcune famiglie lo mangiano tutti i giorni, per quello nelle altre città della Palestina si racconta una barzelletta sugli hebronesi e l' atayef . una persona chiede ad un’altra: “Perché il Ramadan degli hebronesi dura quaranta giorni?” E l’a...